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domenica 9 febbraio 2014

Alan Stivell: Storia, video, tracce, testo e traduzione, discografia

Alan Stivell in concerto nel 1999







       

          Video con Alan Stivell in "Tri Martolod" - Live, QUI

Tri Martolod, di Alan Stivell, in Bretone:                     Tre Marinai, traduzione in Italiano:  
Tri martolod yaouank (tra la la, la di ga dra)                   Tre giovani marinai, (tra la la, la di ga dra) 
Tri martolod yaouank o voned da veajiń                        Tre giovani marinai se ne andarono viaggiando
O voned da veajiń ge, o voned da veajiń                        Se ne andarono viaggiando, (due volte)
Gant avel bet kaset (tra la la, la di ga dra)                       Il vento li spinse (tra la la, la di ga dra) 
Gant avel bet kaset betek an Douar Nevez                     Il vento li spinse fino in Terranova  
Betek an Douar Nevez ge, betek an Douar Nevez         Fino in Terranova, fino in Terranova
E-kichen maen ar veilh (tra la la, la di ga dra)                 Accanto ad un mulino di pietra (tra la la, la... )  
E-kichen maen ar veilh o deus mouilhet o eorioů            Accanto ad un mulino di pietra gettarono l'ancora
O deus mouilhet o eorioů ge, o deus mouilhet o eorioů   Gettarono l'ancora, gettarono l'ancora  
Hag e-barzh ar veilh-se (tra la la, la di ga dra)                E nel mulino (tra la la, la di ga dra) 
Hag e-barzh ar veilh-se e oa ur servijourez                    E nel mulino c'era una serva,
E oa ur servijourez ge, e oa ur servijourez                     C'era una serva, c'era una serva
Hag e c'houlenn ganin (tra la la, la di ga dra)                  E lei mi chiese (tra la la, la di ga dra) 
Hag e c'houlenn ganin pelec'h 'n eus graet konesańs       E lei mi chiese dove ci eravamo conosciuti
Pelec'h 'n eus graet konesańs ge, pelec'h 'n eus graet konesańs    Dove ci eravamo conosciuti (due volte)
E Naoned, er marc'had (tra la la, la di ga dra)               A Nantes, al mercato (tra la la, la di ga dra) 
E Naoned, er marc'had hor boa choazet ur walenn       A Nantes, al mercato, noi abbiamo scelto un anello
Hor boa choazet ur walenn ge, hor boa choazet ur walenn    Noi abbiamo scelto un anello (due volte)
Gwalenn ar promesa (tra la la, la di ga dra)                   L'anello della promessa  (tra la la, la di ga dra) 
Gwalenn ar promesa, ha par omp da zimeziń                L'anello della promessa, e stavamo per sposarci 
Ha par omp da zimeziń ge, ha par omp da zimeziń        Stavamo per sposarci, stavamo per sposarci
- Ni 'zimezo hon-daou (tra la la, la di ga dra)                - Noi ci saremmo sposati (tra la la, la di ga dra)
Ni 'zimezo hon-daou, ha pa n'eus ket avańtaj          Noi ci saremmo sposati, anche se non abbiamo beni?
Ha pa n'eus ket avańtaj ge, ha pa n'eus ket avańtaj       Anche se non abbiamo beni? (due volte)
- Ma mamm c'hwi zo 'n hoc'h aez (tra la la, la di ga dra)  - Madre mia, voi ragazzi (tra la la, la di ga dra)
Ma mamm c'hwi zo 'n hoc'h aez, n'ouzoc'h ket piv zo diaes    Madre mia, voi ragazzi, volete sistemarvi
N'ouzoc'h ket piv zo diaes ge, n'ouzoc'h ket piv zo diaes       Volete sistemarvi, volete sistemarvi
- N'hon eus na ti na plouz, (tra la la, la di ga dra)              - Voi non sapete nulla (tra la la, la di ga dra)
N'hon eus na ti na plouz, na gwele da gousket en noz         Voi non sapete nulla di chi vive nel bisogno
Na gwele da gousket en noz ge, na gwele da gousket en noz    Di chi vive nel bisogno (due volte)
N'eus na lińser na lenn, (tra la la, la di ga dra)                 Non abbiamo ne casa, ne paglia, (tra la la, la... )
N'eus na lińser na lenn, na pennwele dindan ar penn    Ne casa, ne paglia, ne letto per dormire la notte
Na pennwele dindan ar penn ge, na pennwele dindan ar penn   Ne letto per dormire la notte (due volte)
N'hon eus na skuell na loa, (tra la la, la di ga dra)        Non abbiamo ne lenzuola ne coperta, (tra la la, la... )
N'hon eus na skuell na loa, na danvez d'ober bara    Ne lenzuola ne coperta, ne cuscino sotto la testa
Na danvez d'ober bara ge, na danvez d'ober bara    Ne cuscino sotto la testa, ne cuscino sotto la testa
                                                                               - Ne ciotola ne cucchiaio (tra la la, la di ga dra)
                                                                               Ne ciotola ne cucchiaio, ne il modo di fare il pane
                                                                               Ne il modo di fare il pane  (due volte) 
- Ni 'ray 'vel ar glujar (tra la la, la di ga dra)            - Faremo come la pernice (tra la la, la di ga dra) 
Ni 'ray 'vel ar glujar, ni 'gousko war an douar           Faremo come la pernice, che dorme per terra
Ni 'gousko war an douar ge, ni 'gousko war an douar   Che dorme per terra, che dorme per terra
Ni ray 'vel ar c'hefeleg, (tra la la, la di ga dra)            Faremo come la beccaccia, (tra la la, la di ga dra) 
Ni ray 'vel ar c'hefeleg, pa sav an heol 'ya da redek   Come la beccaccia, che quando il sole si alza, corre
Pa sav an heol 'ya da redek ge, pa sav an heol 'ya da redek    Che quando il sole si alza corre (due volte)
Echu eo ma jańson, (tra la la, la di ga dra)                  La mia canzone è finita (tra la la, la di ga dra)
Echu eo ma jańson, an hini 'oar 'c'hontinui                  La mia canzone è finita, colui che sa continui
An hini 'oar 'c'hontinui, an hini 'oar 'c'hontinui             Colui che sa continui, colui che sa continui 

Alan Stivell, nome d'arte di Alain Cochevelou (Riom, 6 gennaio 1944), è un cantautore e arpista francese di celtic fusion. A lui si deve in gran parte la rinascita ed il rinnovamento della musica tradizionale bretone, che, a partire dagli anni settanta, lo ha reso celebre nel mondo intero. Il suo nome è legato indissolubilmente all'arpa celtica, strumento del quale non solo è un virtuoso, ma che è letteralmente rinato con lui e con la sua famiglia.

Per Alan Stivell in: "Ian Morrison Real", clicca QUI

Gli inizi e la rinascita dell'arpa celtica - Alain Cochevelou nasce a Riom, nel dipartimento del Puy-de-Dôme in Alvernia, dove la famiglia, originaria del Morbihan in Bretagna si era trasferita. Il nome ufficiale francesizzato della famiglia, Cochevelou, è l'imperfetta resa del bretone Kozh Stivelloù, ovvero "Vecchie Fonti"; per la sua carriera artistica, il giovane Alain sceglierà quindi di "ribretonizzarsi" il nome, riassumendo la sua forma originaria di Alan Stivell.
La famiglia si trasferisce in seguito a Parigi. Il padre, Jord Cochevelou, è impiegato al Ministero delle Finanze francese, e soggetto quindi a frequenti trasferimenti; appassionato della lingua e della cultura del suo paese di origine, la Bretagna, Jord Cochevelou è anche un valente musicista e liutaio, il cui sogno è la ricostruzione perfetta, attraverso lo studio di antiche testimonianze e disegni, di un'autentica arpa celtica, mitico strumento oramai dimenticato da secoli. Il sogno si realizza: nel 1953 Jord Cochevelou riesce a ricostruire lo strumento e lo offre a suo figlio, allora di soli 9 anni, che già suona l'arpa classica (ed il pianoforte) come un vero prodigio. Nelle sue mani, l'arpa celtica torna a nuova vita e il bambino comincia già a esibirsi e ad essere noto. Il primo concerto in pubblico di Alan Stivell risale al 23 novembre 1953 presso la Maison de Bretagne di Parigi, in occasione di una conferenza stampa organizzata da Denise Mégevand, sua insegnante di arpa, convocata proprio per annunciare la rinascita dell'arpa celtica; lo strumento comincia quindi già da allora ad essere legato indissolubilmente a quello di Alan Stivell. Nel 1955, all'età di undici anni, si esibisce per la prima volta all'Olympia, il tempio della canzone francese, suonando tre brani "en lever de rideaux" per un concerto di Line Renaud. Tuttora, Alan Stivell è l'artista che si è esibito alla più giovane età all'Olympia, un record difficilmente battibile. A quell'epoca, la sua notorietà inizia già ad essere grande.

Per Alan Stivell dall'album "A l'Olympia" (Live 1972) in: "An alarc'h" [Il Cigno (di Montfort)], clicca QUI

Questo brano si riferisce al periodo della Guerra di Successione di Bretagna: il duca Jean de Montfort (Giovanni IV di Montfort), detto Giovanni il Conquistatore (1339-1399), alleato con gli inglesi contro il suo rivale Carlo di Blois, era stato espulso dal re Carlo V di Francia a favore di quest'ultimo, con la complicità dei nobili Bretoni, stanchi della presenza britannica. Ma in seguito alla morte di Charles de Blois, Carlo V cercò di annettere la Bretagna alla Francia, in violazione dei diritti di Jean de Montfort. I Bretoni, all'unanimità, lo richiamarono dall'esilio: e così, il 3 agosto 1379, sbarcò trionfalmente a Dinard per riconquistare il trono della Bretagna. La canzone è diventata un simbolo dell'indipendenza Bretone.
PS: le immagini del video non sono tutti collegabili a Jean de Montfort, ma servono ad illustrare la canzone.
 

Ritorno alle radici culturali - Gli anni settanta - Nel 1957 il giovane Alan, desideroso di tornare pienamente alle proprie radici, comincia a studiare con applicazione la lingua bretone, di cui si impadronisce ben presto. S'interessa anche alla storia, alla mitologia ed all'arte dei Celti, aiutato anche dal ritorno definitivo della famiglia in Bretagna.
Impara a suonare anche la bombarda e la cornamusa (pib-veur, in bretone, ovvero cornamusa maggiore), strumenti assai utilizzati nella musica tradizionale bretone.
Uno dei maggiori gruppi bretoni di musica tradizionale, il Bagad Bleimor, lo invita a farne parte come solista cedendogli praticamente il rango di leader: Alan Stivell ha 14 anni.
La sua prima incisione discografica risale al 1959, con un primo 45 giri; nel 1961 esce il suo primo album, Telenn Geltiek, interamente composto da brani strumentali per arpa celtica.
Nel 1964 suo padre costruisce appositamente per lui un secondo tipo di arpa, la cosiddetta arpa bardica con corde in bronzo; in breve, Alan Stivell si lancia in questa nuova avventura che gli permette tra le altre cose di sperimentare un tipo di musica più moderna.
Nel 1966 comincia a prendere lezioni di canto cominciandosi ad esibire ovunque anche come cantante. È qui che inizia quella che sarà la caratteristica musicale più spiccata di Alan Stivell, vale a dire non la semplice riproposizione della musica tradizionale, ma il suo utilizzo come base per una nuova e autentica musica bretone moderna.
Nel 1968 è a Londra dove si esibisce assieme ai celebri Moody Blues; nel 1970 inizia la sua vera carriera, accompagnata da una decisa presa di coscienza politica che lo porterà ben presto su posizioni apertamente indipendentiste.
Il suo primo album del "nuovo corso", Reflets ("Riflessi", 1970, preceduto dal 45 giri "Brocéliande"), è pubblicato già da una major come Philips ed è un successo immediato non soltanto in Bretagna.
Uscito in pieno folk revival internazionale, l'album propone una versione della musica bretone rivolta al futuro e alla modernità e seduce il pubblico giovanile alla ricerca della propria identità culturale.
Nel 1971, Alan Stivell pubblica un album dal titolo assai significativo "Renaissance de la harpe celtique" (Rinascita dell'arpa celtica), ancora una volta totalmente strumentale.
Accanto all'arpa celtica, Stivell si serve sì di altri strumenti tradizionali, ma compaiono anche le percussioni e la chitarra acustica affidata alle mani di un autentico virtuoso anch'esso bretone, Dan Ar Braz.
Nel 1972 Stivell torna all'Olympia, stavolta in serate a lui dedicate: è il trionfo.
Per l'occasione si fa accompagnare da musicisti di assoluto valore come il già nominato Dan Ar Braz (che suona anche la chitarra elettrica), Gabriel Yacoub, futuro leader dei Malicorne e dal batterista còrso Michel Santangeli, che aveva decise esperienze rock.

Per l'album di Alan Stivell: "Live à l'Olympia in Paris" ( del 1972), clicca QUI
La copertina dell'album di Alan
Stivell "A l'Olympia" (1972)
Clicca sull'immagine per ingrandirla
1. The Wlnd Of Keltia (3:42)
2. An Dro (3:07)
3. The Trees They Grow High (3:04)
4. An Alarc'h (2:25)
5. An Durzhunel (3:23)
6. Telenn Gwad
7. The Foggy Dew (3:59)
8. Pop-Plinn ((3:37))
9. Tha Mi Sgith (4:22)
10. The King Of The Fairies (3:20)
11. Tri Martolod (4:27)
12. Kost Ar C'Hoad (3:54)
13. Suite Sudarmoricaine (3:29)

L'album dal vivo registrato per l'occasione vende oltre un milione di copie; ma, con il successo, i puristi cominciano a rimproverare a Stivell di fare una musica troppo "commerciale", accusa in grandissima parte del tutto infondata.

Per Alan Stivell in: "Maro Ma Mestrez", tradizionale bretone, clicca QUI

Per il Video con Alan Stivell in: "Suite Irlandaise" - Live 1972, clicca QUI

Il successo internazionale - Già nel 1973 Alan Stivell è considerato l'alfiere della rinata musica bretone (e celtica) e comincia ad essere noto in tutto il mondo. Lo stesso anno, va in tournée negli Stati Uniti, in Canada e in Gran Bretagna, dove la celebre rivista musicale Melody Maker incorona il suo album "Chemins de Terre" come miglior album dell'anno. Anche in questo album la musica tradizionale bretone e la creazione contemporanea si sposano a meraviglia.

 Per il Video con Alan Stivell in: "Suite Sudarmoricaine" - Live 1973, clicca QUI

Nel 1974 Alan Stivell acquista una casa a Langonnet, in Bretagna, dove registra nel suo studio personale un album più intimista, "E Langonned".

Per Alan Stivell in: "Jenovefa" (1974), clicca QUI

Nel 1975, il 26 e 27 novembre tiene due memorabili concerti a Dublino dalla cui sintesi verrà tratto un altro album live di grande successo, "E Dulenn" (A Dublino). La dichiarazione di appartenenza identitaria alla Bretagna di Alan Stivell è contenuta nel brano "Delivrance", nel quale la Bretagna è vista come "centro del mondo abitato" e terra di accoglienza.

Per Alan Stivell in: "Delivrance" (Liberazione), clicca QUI

Del 1976 è l'album "Trema'n inis" (Verso le isole, in bretone), album consacrato ai grandi poeti di Bretagna ed a suo padre, deceduto nel 1974. Nel 1977 Alan Stivell mette in musica l'intera storia della Bretagna nell'album intitolato "Raok Dilestra" (Prima di approdare).

 Per Alan Stivell in "Hommes liges des talus en transe", clicca QUI

La svolta sinfonica degli anni ottanta - Dopo un album ancora "elettrico" nel 1978, "Un dewezh barzh gêr" ("Una giornata a casa") e un altro album live nel 1979, "Tro ar bed" ("Giro del mondo") registrato ancora a Dublino e all'Olympia di Parigi, nel 1980 si ha la svolta sinfonica con un album doppio che resta forse il suo più famoso: "Symphonie Celtique" ("Sinfonia celtica"). Con una formazione spiccatamente rock, un insieme di bombarde e cornamuse e un'orchestra sinfonica, Alan Stivell, al massimo della contaminazione, si fa accompagnare da una cantante berbera, Djourha e dal sitar del nepalese Narendra Bataju, allievo prediletto del grande Ravi Shankar. Il risultato è un affresco musicale di inusitata bellezza, che viene eseguito per la prima volta in pubblico al Festival Interceltique di Lorient davanti ad oltre 10.000 spettatori. Proprio all'apice del successo, la musica celtica comincia a passare un po' di moda e la cosa ha delle ripercussioni sull'attività di Alan Stivell, che non cessa comunque per questo di essere considerato un mostro sacro. Nel 1981 pubblica l'album "Terre des vivants" e parte poi per una tournée internazionale che lo porterà anche in Italia, all'ora dismesso Teatro Apollo di Firenze, dove tiene un memorabile concerto il 1º giugno 1981 di cui non esistono purtroppo che registrazioni artigianali di fortuna. Si esibisce poi al Bobino di Parigi, il teatro reso famoso da Georges Brassens; nel febbraio 1982 è ancora negli Stati Uniti, dove si esibisce al Beverly Theater di Los Angeles e alla Town Hall di New York. Nel 1983 collabora con Angelo Branduardi alla realizzazione del suo album "Cercando l'oro".

Per Alan Stivell con Angelo Branduardi in: "The trees they grow high" - Live 1982, clicca QUI

Seguono poi gli album "Légende" (1983) e "Harpes du nouvel âge" (1985), che vale a Alan Stivell un Indie Award. Durante tutti gli anni ottanta, mentre la "vague celtique" declina in Francia, essa comincia a montare (o rimontare) nel resto del mondo e Alan Stivell ne è una delle figure principali. Nel 1989 partecipa alla registrazione del disco "Sensual World" della cantante inglese Kate Bush.

Dagli anni novanta ai nostri giorni - Nel 1991 Alan Stivell torna a esibirsi in Francia contemporaneamente all'uscita di un nuovo album, "Mist of Avalon".

 Per Alan Stivell dall'album "The Mist Of Avalon" (1991) in: "La Dame du Lac", clicca QUI

Per Alan Stivell dall'album "The Mist Of Avalon" (1991) in: "Guenievre", clicca QUI

Per Alan Stivell in: "Kenavo Glenmor", clicca QUI

Due anni più tardi, nel 1993, è la volta di un album antologico intitolato "Again", che raggruppa diciassette versioni riarrangiate dei suoi più grandi successi. Con Stivell, nell'album compaiono Kate Bush, Shane McGowan del gruppo irlandese Pogues, il cantante senegalese Dudu N'Diaye Rose e il cantautore francese Laurent Voulzy. Sempre nel 1993 Stivell esegue in duo con il Berbero algerino Idir la canzone "Isaltiyen" (I Celti), che compare nell'album di quest'ultimo "Les chasseurs de lumière" (I cacciatori di luce).

Per il Video con Alan Stivell & Simple Minds in: "She Moves Through The Fair" - Live 1995, clicca QUI

 Nel 1995 esce "Brian Boru" (dal nome di un grande re irlandese che riuscì a sconfiggere i Vichinghi e unificò l'Irlanda nel suo regno): questo album segna il suo deciso ritorno alla musica più tradizionalmente celtica, corrispondente ad un rinnovato interesse del pubblico europeo ed extraeuropeo.

 Per il Video con Alan Stivell in: "Brian Boru" - Live 1999, clicca QUI
Brian Boru fu il primo ed unico Re celtico a regnare su tutta l'Irlanda.

Nel 1998 esce il 19° album dell'ormai lunghissima carriera di Alan Stivell, intitolato "An Douar" (Una sola terra, in bretone): nell'album compaiono Youssou N'Dour, il "re del raï" algerino Khaled, Jim Kerr del gruppo scozzese Simple Minds e Paddy Moloney dei Chieftains.

 Per Alan Stivell con  Youssou N'Dour dall'album "Earth 1" in: "United", clicca QUI

Con quest'ultimo album, Alan Stivell intende dimostrare che le differenze di razza e di lingua (bretone, inglese, wolof, arabo) sono le componenti fondamentali dell'umanità.

 Per il Video con Alan Stivell e Dan Ar Braz alla chitarra in: "Pop Plinn" - Live, clicca QUI

Il 16 marzo 1999, assieme ai Tri Yann, a Gilles Servat, a Dan Ar Braz e ad altri artisti di punta della musica bretone è una delle "stelle" del concerto collettivo Bretagnes à Bercy, vero e proprio "capostipite del genere".  Nell'aprile del 2000, a 56 anni, un nuovo album, "Back to Breizh", dove nuovamente fa la sua comparsa la musica elettronica; nell'agosto del 2001 nuova partecipazione e nuovo trionfo al Festival Interceltique di Lorient.

 Per il Video con Alan Stivell, Dan Ar Braz alla chitarra e gli Héritage des Celtes in:
"Borders of Salt" - Live, clicca QUI

L'anno 2002 segna il cinquantesimo anniversario di carriera di Alan Stivell. Per l'occasione, esce il nuovo album "Au-delà des mots" (Oltre le parole), un disco interamente strumentale dove il musicista suona sei tipi differenti di arpa.
Il 15 marzo 2003, Alan Stivell chiude da par suo la seconda Nuit Celtique allo Stade de France di Parigi-St.Denis: lo ascoltano 68.000 persone. Suona due pezzi classici come "Tri Martolod" (Tre marinai) e il finale della "Symphonie Celtique".

 Per Alan Stivell in: "Symphonie Celtique" (estratto), clicca  QUI

Nel 2006 esce "Explore", album che ottiene un discreto successo e porta l'artista a tornare in Italia nel maggio del 2009.
Nell'ottobre dello stesso anno, per festeggiare i 40 anni da "Reflets", Stivell pubblica un nuovo album, dal titolo "Emerald".
 Per il Video con Alan Stivell in: "Suite Irlandaise" - Live 2008, clicca QUI

Per Alan Stivell dall'album "Emerald" in: "Lusk", clicca QUI

 Per il Video con Alan Stivell nel Concerto "Ar Pep Gwellaň", 
il 15-07-2012 a Terni, nel Parco Archeologico di Carsulae, clicca QUI

Alan Stivell, alfiere della riscoperta della musica bretone, continua ad esplorare sonorità in maniera originale e suggestiva, rimanendo fedele alla tradizione dell'arpa celtica, con un tour che presenta i brani piu' noti di 40 anni di carriera artistica, dal mitico concerto e album dal vivo “Live a l'Olympia” del 1972.
Già nel 1973 Alan è considerato l'alfiere della rinascita della musica bretone, creando il concetto stesso della musica Celtica e rendendolo popolare, a partire dal successo mondiale dell'album Renaissance de la harpe celtique, che vende un milione di copie e lo rende celebre in tutto il mondo.
Interprete eccelso nelle ballate e nelle danze celtiche di sapore tradizionale, Alan Stivell è stato tra i primi ad esplorare anche sonorità più moderne, portando con grande maestri gli strumenti tradizionali ed i testi bretoni, in un mondo attuale fatto di suoni e musica elettronica e fondendo suggestioni dalle tradizioni di tutto il mondo.
Ad accompagnare Stivell, voce e arpa, la band che lo segue da tempo:
- Gaetan Grandjean (chitarra),
- Raphael Chevalier (violino/mandolino),
- Marcus Camus (batteria) e
- Edouard Leys (tastiere).

 Per Alan Stivell in: "Bro Gozh ma Zadoù" (La Terra dei miei Padri), clicca QUI

Discografia
Telenn Geltiek (1961)
Reflets/Reflections (1970)
Renaissance de la harpe celtique (1972)
A l'Olympia - Live (1972)
Chemins de terre/From Celtic Roots (1973)
E Langonned/A Homecoming (1974)
Grand succès d'Alan Stivell (c 1975)
E Dulenn/Live In Dublin (1975)
Celtic Rock (1976)
Trema'n inis/Vers l'ile (1976)
Roak Dilestra/Avant d'accoster/Before Landing (1977)
Un Dewezh barzh ger/Journée a la maison (1978)
International Tour (1979)
Symphonie Celtique/ Celtic Symphony (1979)
Terre des vivants (1981)
Alan Stivell (1982)
Légende (1983)
Harpes du Nouvel Âge (1985)
The Mist Of Avalon (1991)
Again (1993)
Brian Boru (1995)
70/95 Zoom (1997)
1 Douar/1 Earth (1998)
Back to Breizh (2000)
Au-delà des mots/Beyond Words (2002)
Explore (2006)
Emerald (2009)
Croce Celtica: le immagini
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